
Chainsaw Man: i diavoli sono tra noi!
Ho iniziato a leggere il manga tardi, quando era nell’aria l’uscita della prima stagione dell’anime. Come ogni opera shōnen che si rispetti, l’azione l’ha fatta da padrone sin dalle prime tavole mettendo in circolo nel corpo l’adrenalina necessaria a mangiare pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo aumentando la mia voglia di vedere Denji & Co. in movimento.
Cosa c’è da sapere
Il manga di Chainsaw Man è scritto e disegnato da Tatsuki Fujimoto. La prima parte è stata serializzata sulla rivista manga Weekly Shōnen Jump di Shueisha dal 2018 al 2020; la seconda parte ha iniziato la serializzazione sul sito online Shōnen Jump+ di Shueisha a partire da Luglio 2022. I capitoli sono stati raccolti in 13 volumi tankōbon a partire da Gennaio 2023.
A Gennaio 2023, il manga ha superato i 23 milioni di copie, diventando una delle serie più vendute. Nel 2021 ha vinto il 66° Shogakukan Manga Award nella categoria shōnen e ha vinto gli Harvey Awards nella categoria Best Manga nel 2021 e nel 2022. Chainsaw Man è stato ben accolto dalla critica che ne ha lodato la narrazione, i personaggi, l’umorismo dark e ha sottolineato in particolare le scene di violenza.
La trama
La storia è ambientata in un mondo in cui i diavoli nascono dalle paure degli uomini. I diavoli sono solitamente pericolosi e maligni il cui potere è proporzionale alla paura che incutono. Tuttavia, gli esseri umani sono in grado di stipulare dei contratti con loro per utilizzarne il potere in cambio di un sacrificio a tempo determinato o fino a quando il diavolo non vi pone fine. Tra questi ci sono individui specializzati nella caccia e nell’impiego di questi poteri chiamati Cacciatori di Diavoli.
Un Diavolo può inoltre abitare il corpo di un umano morto acquisendo alcuni dei suoi ricordi e della sua personalità; questo tipo di creature sono chiamate Demoni. In rari casi, è possibile avere un ospite demoniaco vivente, in cui l’umano morto è in grado di mantenere la propria personalità e di bilanciare il controllo del corpo con il suo abitante.
Gli eventi della storia si svolgono nel 1997, in una linea temporale immaginaria e alternativa in cui l’Unione Sovietica esiste ancora, e molti eventi come l’Olocausto, l’AIDS e le armi nucleari si rivelano essere stati cancellati dalla storia e hanno cessato di esistere completamente a causa della consumazione dei rispettivi diavoli da parte del Diavolo Motosega, con solo un potente gruppo di diavoli noti come i Quattro Cavalieri (Controllo, Guerra, Fame, Morte) che ricordano gli eventi originali. Allo stesso modo, non c’è più stata alcuna guerra dopo la Prima Guerra Mondiale, poiché il Diavolo della Guerra è stato indebolito al punto che le uniche tracce di guerra esistono nella cultura pop e nei media.
In Chainsaw Man viene narrata la storia di Denji, un ragazzo molto povero che vive di stenti e che caccia diavoli insieme al suo “diavolo da compagnia” Pochita, simile a un cagnolino con una motosega che esce dal muso, per saldare i debiti del padre che ha con la Yakuza locale. Quando l’organizzazione criminale uccide Denji, si innesca un contratto stipulato (inconsapevolmente) in passato che gli permette di fondere il suo corpo con quello di Pochita, conferendogli la capacità di trasformare parti del suo corpo in motoseghe. Denji si unisce infine ai Cacciatori di Diavoli della Pubblica Sicurezza, un’agenzia governativa che si occupa di combattere i diavoli ogni volta che diventano una minaccia per il Giappone.
Il secondo arco della storia è incentrato su Asa Mitaka, una studentessa delle superiori che stipula un contratto con Yoru il Diavolo della Guerra, che la costringe a dare la caccia all’Uomo Motosega per recuperare i diavoli che le sono stati rubati.
Conclusioni
Non essendo un fan sfegatato del manga, ho particolarmente apprezzato sia le animazioni che la qualità in generale dell’anime. Mi sento di dire che il doppiaggio originale è più che azzeccato e che il ritmo è stato all’altezza delle aspettative; gli ingredienti ci sono tutti: azione, humor, erotismo e tanto tanto tanto sangue.
Ma non sono dello stesso avviso quasi un migliaio di super-fan dell’opera di Tatsuki Fujimoto che al contrario sono arrivati anche ad una raccolta firme per chiedere che la prima stagione sia rifatta daccapo.
Tra le ragioni che hanno spinto queste persone a ribellarsi all’adattamento animato, la principale è la scelta del regista, Ryuu Nakayama, che a detta loro ha fallito completamente l’interpretazione dell’opera originale. Troppe scene erotiche, un eccessivo uso della computer grafica e un insensato “realismo”.
Ovviamente non sono mancate le reazioni che hanno visto la maggior parte delle persone difendere il regista e deridere questi attacchi creando una vera e propria spaccatura tra chi ama e odia l’anime.
Personalmente l’unica critica che mi sento di sollevare è quella della durata della prima stagione, dodici episodi sono stati davvero pochi per un anime che è stato atteso a lungo, sarebbe stato sicuramente meglio produrne almeno il doppio. Voi che ne pensate?
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