
Tokyo Revengers: successo meritato?
Sto seguendo l’anime di Tokyo Revengers, in questo momento in simulcast con il Giappone con la seconda stagione che potete seguire su Crunchyroll qui. La prima impressione è stata quella del “rifiuto” e della “negazione”. Tutto ruota intorno a delle gang criminali, scolastiche e non, che non fanno altro che picchiarsi, accoltellarsi, a fare vere e proprie guerre e arrivando anche ad uccidere. I miei sentimenti si sono contrapposti a tutto questo perché il Giappone l’ho girato in lungo e in largo un pò di volte e, a parte i quartieri gestiti dalla Yakuza locale, come ad esempio il risaputo Kabukicho a Tokyo, in cui comunque il turista difficilmente percepisce qualche cosa, in generale il Giappone è uno dei luoghi in assoluto più sicuri. Si può girare anche alle tre del mattino che nessuno ti deruberà; potrai lasciare il portafogli su un tavolo che nessuno lo toccherà, e potrei raccontarvi decine di situazioni che mi sono capitate che in Italia avrei pagato caro. Eppure, Tokyo Revengers racconta di una Tokyo differente…
Esistono documentari che hanno spiegato il fenomeno, c’è ed esiste, e per lo più le motivazioni sembrano essere un sistema scolastico troppo rigido che segna già da bambini e che può determinare il futuro di tanti giovani che non riescono a uniformarsi. Ma da qui a far apparire il fenomeno delle gang criminali una realtà all’ordine del giorno, lo trovo veramente difficile. Ma superato il primo scoglio, perché Tokyo Revengers ha tutto questo successo? Perché è diventato il fenomeno del momento? E’ davvero un capolavoro?
Ad essere onesti, non trovo sia un capolavoro, non fa gridare al “miracolo artistico”, ma suppongo sia qualcosa di molto furbo: ha una ricetta “segreta” che mette d’accordo molte persone: i combattimenti, la fantascienza, i sentimenti e personaggi ben caratterizzati. Le animazioni sono nella norma, i disegni sono buoni e la storia riesce sempre a tenerti incollato allo schermo aspettando la nuova puntata la settimana successiva. Dovessi dargli un voto, un bel sette lo meriterebbe; è un successo meritato? A suo modo lo è.
Cosa c’è da sapere?
Tokyo Revengers nasce come manga, scritto e illustratto da Ken Wakui e serializzato da Weekly Shōnen Magazine da Marzo 2017. E’ stato prodotto un anime che ha debuttato quest’anno, ancora in corso d’opera, e come dicevo prima in simulcast stiamo percorrendo il secondo arco narrativo. A luglio è uscito anche un adattamento cinematografico live-action.
Il manga è a quota 32 milioni di copie vendute al momento e ha vinto il 44° Kodansha Manga Award per la categoria shōnen nel 2020.
La storia
Primo Arco Narrativo: Moebius
Takemichi Hanagaki è un ragazzo di 26 anni, sfigatissimo e con una vita più che mediocre. Un giorno viene a sapere che la sua ex ragazza delle medie, Hinata Tachibana, insieme al fratello Naoto, vengono uccisi da una organizzazione criminale nota come Tokyo Manji Gang.
Takemichi, in metropolitana, viene spinto sotto un treno inaspettatamente e ad un tratto si ritrova nel passato all’età di 14 anni. Ricordandosi dell’accaduto cerca Naoto, spiega cosa è successo nel futuro e gli fa promettere di proteggere sua sorella. Quando si stringono la mano, Takemichi viene riportato indietro nel presente, dove Naoto è sopravvissuto ed ora è un detective della polizia di Tokyo. Nonostante questo Hinata non si salva, ma incontrando nuovamente Takemichi, capiscono che ogni volta che i due si stringono la mano, quest’ultimo torna indietro nel tempo e grazie a questa possibilità, organizzano un piano per intervenire nel passato e cambiare il presente.
Nel passato, Takemichi protegge i suoi amici e compagni di scuola contro le angherie di Kiyomasa, un membro della Tokyo Manji Gang, grazie a questo guadagna il rispetto del capo della banda, Manjiro “Mikey” Sano. Durante questo periodo, la Tokyo Manji Gang dichiara guerra a Moebius, una banda rivale, per vendicare l’amico di Pah-chin che finisce in galera. Takemichi viene a sapere nel presente, che Draken, il braccio destro di Mikey, verrà ucciso nello scontro tra le bande da un’accoltellata, e porterà Mikey a diventare violento e ad essere una banda di assassini nel futuro. Grazie a Takemichi, Draken sopravvive allo scontro e la Tokyo Manji Gang vince la guerra.
Primo Arco Narrativo: Valhalla
Nel presente Hinata è viva. Takemichi scopre che è stato lui a lasciarla senza sapere il motivo, e scopre anche che Hinata non ha mai smesso di amarlo, ma proprio quando è deciso a svelare i suoi sentimenti, scappa in bagno per l’emozione e quando torna, la macchina di Hinata viene investita da una jeep e prende fuoco, Takemichi fa di tutto per salvarla ma Hinata è incastrata e muore bruciata. Ancora una volta Takemichi promette di salvarla modificando il passato.
L’unico indizio che riesce a trovare grazie all’aiuto di Naoto, è che la Tokyo Manji Gang diventa un’organizzazione violenta a causa di un certo Tetta Kisaki. La scena si sposta nuovamente nel passato e Takemichi scopre che Kisaki diventa il nuovo capitano di una delle divisioni della banda di Mikey. Nella cerimonia di investitura, Keisuke Baji, amico di infanzia e uno dei fondatori della Tokyo Manji Gang, decide di lasciare la banda e di allearsi ai rivali di Valhalla, famosa per non avere un leader conosciuto.
Takemichi fa promettere a Mikey di cacciare Kisaki nel caso in cui riuscisse a riportare Keisuke nella banda, ma fallisce. Nel frattempo però scopre che Mikey porta rancore a Kazutora per aver ucciso suo fratello maggiore, Shinichiro, due anni prima. (Kazutora voleva rubare una moto per Mikey che girava in scooter ed era il più lento della banda. Insieme a Keisuke vanno in un concessionario ma vengono sorpresi dal proprietario, da dietro Kazutora colpisce a morte il malcapitato che si rivela essere Shinichiro. Peraltro, quest’ultimo voleva regalare proprio quella moto a Mikey al suo prossimo compleanno…).
Takemichi scopre anche che Valhalla è stata creata da Kisaki con lo scopo di far diventare Mikey leader, e che al 31 di Ottobre del 2005, la Tokyo Manji Gang sarebbe stata sconfitta da Valhalla e assorbita da quest’ultima. La sconfitta della guerra contro Valhalla fu determinata da Mikey che uccide Kazutora per la rabbia di aver ucciso Keisuke.
Durante lo scontro, il “Bloody Halloween”, Keisuke si riunisce alla banda di Mikey a metà della battaglia. Anche se la Tokyo Manji Gang vince, Takemichi non è in grado di impedire la morte di Keisuke. Inoltre, Valhalla viene assorbita dalla banda vincente, e Kisaki usa la loro sconfitta per aumentare il suo status nella Tokyo Manji Gang. Tuttavia, Takemichi è in grado di impedire a Mikey di uccidere Kazutora e quest’ultimo decide di consegnarsi alla polizia.
La polemica in occidente
C’è una controversia in occidente data dalla presenza di un simbolo all’interno dell’opera, una croce di nome Manji che ricorda la svastica nazzista e per questo motivo l’opera, ogni qual volta compare il simbolo, viene censurata..
Il manji è un simbolo che ha vari significati religiosi e spirituali in tutta l’Eurasia ed è un simbolo che ritroverete normalmente nei paesi asiatici soprattutto legati al buddismo. Per esempio, nei miei viaggi in Giappone, ogni volta che dovevo cercare dei templi su Google Maps, gli stessi erano e sono rappresentati appunto da questa “svastica” che si distingue da quella occidentale per il suo orientamento. La svastica che conosciamo noi ruota in senso orario (ovvero verso destra – 卐); mentre il Manji, simbolo del buddismo, ruota in senso antiorario (come potete vedere verso sinistra – 卍).
Sinceramente capisco il punto, il nazzismo ha causato troppa sofferenza, però sarebbe giusto anche educare l’occidente che il Manji non rappresenta niente di negativo.
Detto questo, è arrivato il momento di chiudere l’articolo e non posso far altro, come ogni volta, che invitarvi a cercare le figure di Mikey, Takemichi, Draken e compagnia briscola sul nostro comparatore di giocattoli da collezione, unico in Italia! kibukibu.com!
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